Alfabeto
L'alfabeto dell'esperanto si compone di 28 lettere: a, b, c, ĉ, d, e, f, g, ĝ, h, ĥ, i, j, ĵ, k, l, m, n, o, p, r, s, ŝ, t, u, ŭ, v, z. Ogni lettera corrisponde sempre a un solo suono: chi conosce l'alfabeto sa leggere qualsiasi parola.
Fai attenzione alle seguenti differenze con l'italiano:
- c come la z in "marzo"
- ĉ come la c in "celeste"
- g come la g in "gola" (sempre dura)
- ĝ come la g in "genere"
- h aspirata leggera
- ĥ aspirata forte (gutturale)
- j come la i in "aia"; aj, ej, oj, uj sono dittonghi (a, e, o, u + una i breve):
- aj come ai in "hai"
- ej come ei in "sei"
- oj come oi in "poi"
- uj come ui in "cui"
- ĵ come la j francese o la g in "garage"
- k come la c in "caldo"
- s come s in "seme"
- ŝ come sci in "sciame"
- z come s in "rosa"
- ŭ come u in "uomo"; aŭ, eŭ sono dittonghi (a, e + una u breve):
- aŭ come au in "auto"
- eŭ come eu in "eutanasia"
💡 Suggerimento: quasi tutti i suoni esistono già in italiano — ĉ è la c di celeste, ĝ la g di genere, ŝ lo sci di sciame, z la s di rosa.
⚠️ Attenzione: tre lettere ingannano l'italiano. c è sempre "ts" (mai "k" né c dolce); g è sempre dura (la g dolce di genere è ĝ); s è sempre sorda (mai "z" come nella rosa italiana: quel suono è z).
Pronuncia
Le parole si leggono esattamente come si scrivono, applicando le regole viste sopra:
- amiko = a-MÍ-ko
- ĉambro = CIÀM-bro
- ĝi = gi (come in "giro")
Accento
L'accento tonico cade sempre sulla penultima sillaba (nelle parole con più di una sillaba). Le parole monosillabiche si accentano sull'unica sillaba:
- te-le-FO-no
- ra-DI-o
- a-MI-ko
- ES-tas
- AN-kaŭ (perché kaŭ è una sola sillaba)
💡 Suggerimento: è la stessa regola della maggior parte delle parole italiane (le parole piane). Ricorda solo che vocali vicine contano come sillabe separate: radio è ra-DI-o (tre sillabe).
⚠️ Attenzione: occhio alle parole simili all'italiano ma con accento diverso — telefono, radio, historio diventano tele-FO-no, ra-DI-o, histo-RI-o (accento sulla penultima).
Articolo
Esiste solo l'articolo determinativo la (= il, lo, la, i, gli, le). È invariabile: non cambia mai per genere, numero o caso. Non esiste l'articolo indeterminativo:
- la amiko – l'amico
- amiko – un amico
- la laboro – il lavoro
- laboro – lavoro
- la tigro – la tigre
- tigro – una tigre
⚠️ Attenzione: non tradurre "un/uno/una" — l'esperanto lo omette. Ĝi estas amiko. = "È un amico."
💡 Suggerimento: un solo la, invariabile — niente il/lo/la/i/gli/le da accordare.
Pronomi personali
- mi – io
- vi – tu, voi
- li – lui, egli
- ŝi – lei, ella
- ĝi – esso (cose e animali)
- ni – noi
- ili – loro, essi
Li si usa solo per persone di sesso maschile, ŝi solo per persone di sesso femminile, ĝi per cose e animali.
Pronomi possessivi
Si formano in modo regolare, aggiungendo la desinenza -a ai pronomi personali:
- mia – mio
- via – tuo, vostro
- lia – suo (di lui)
- ŝia – suo (di lei)
- ĝia – suo (di esso)
- nia – nostro
- ilia – loro
💡 Suggerimento: pronome + -a e basta. La stessa desinenza -a forma anche gli aggettivi.
Sostantivi
Tutti i sostantivi terminano in -o. Non esiste genere grammaticale; se necessario, il femminile si indica con il suffisso -in:
- tablo – tavolo
- lernanto – studente
- patro – padre
💡 Suggerimento: la desinenza -o rivela subito che la parola è un sostantivo.
Plurale
Il plurale si forma con la desinenza -j. La prendono sostantivi, aggettivi e pronomi possessivi:
- tabloj – tavoli
- lernantoj – studenti
- viaj lernantoj – i tuoi studenti
⚠️ Attenzione: il plurale è -j (si pronuncia come "i"); non si cambia la desinenza come in italiano (-o → -i, -a → -e). "Tavoli" è tabloj, mai tabli.
Verbi
La desinenza è la stessa per tutte le persone — niente coniugazione da imparare come in italiano.
- L'infinito termina in -i:
- lerni – imparare
- labori – lavorare
- esti – essere
- Il presente termina in -as, uguale per tutti i soggetti:
- mi sidas – io mi siedo
- vi sidas – tu ti siedi
- ni sidas – noi ci sediamo
- ili sidas – essi si siedono
💡 Suggerimento: un'unica forma -as sostituisce tutta la coniugazione italiana (siedo, siedi, siede…).
⚠️ Attenzione: poiché il verbo non mostra la persona, il pronome (mi, vi, li…) è obbligatorio. Non si dice sidas da solo per "mi siedo": sempre mi sidas.
Ĉu?
ĉu trasforma un'affermazione in domanda sì/no. Si mette all'inizio e l'ordine delle parole non cambia:
- Ĉu vi sidas? – Sei seduto?
- Ĉu vi skribas? – Scrivi? Stai scrivendo?
Kiu?
Funziona come pronome ("chi?") e come aggettivo ("quale?"):
- Kiu vi estas? – Chi sei?
- Kiu instruisto sidas? – Quale insegnante è seduto?
Vedrai altre parole di questo tipo (i correlativi) nella lezione 5 e nella tabella dei correlativi.
Il suffisso -ist
indica una professione o l'appartenenza a un movimento — come l'italiano "-ista":
- instruisto – insegnante
- hotelisto – albergatore
- esperantisto – esperantista
💡 Suggerimento: è lo stesso "-ista" di art-ista, dent-ista.
Il suffisso -in
indica il genere femminile:
- patro – padre → patrino – madre
- lernanto – studente → lernantino – studentessa
- instruisto – insegnante → instruistino – (donna) insegnante
💡 Suggerimento: ricorda l'italiano "-essa" (studente → student-essa; dottore → dottor-essa) — segnale del femminile.
Avverbio affermativo
jes corrisponde all'italiano "sì":
- Ĉu vi estas en la ĉambro?
- Jes, mi estas en la ĉambro.
Avverbio negativo
ne corrisponde a "no" e "non":
- Ne, mi ne estas en la ĉambro.