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Aggettivi

Gli aggettivi hanno la desinenza -a e, quando sono attributivi, di norma precedono il sostantivo:

  • bela – bello, bella
  • granda frato – un fratello grande
  • malgranda fratino – una sorella piccola

💡 Suggerimento: -o per il sostantivo, -a per l'aggettivo. La desinenza rivela la classe della parola.

Casi

In esperanto esistono solo due casi: nominativo e accusativo. L'accusativo si forma con la desinenza -n e indica il complemento oggetto diretto:

  • Kiun vi vidas? – Chi vedi?
  • Mi vidas amikon. – Vedo un amico.

La -n dell'accusativo la prendono tutti i sostantivi, aggettivi e pronomi, al singolare e al plurale:

  • Vi estas bona amiko. – Tu sei un buon amico. (nominativo singolare)
  • Vi estas bonaj amikoj. – Voi siete buoni amici. (nominativo plurale)
  • Vi havas bonan amikon. – Tu hai un buon amico. (accusativo singolare)
  • Vi havas bonajn amikojn. – Tu hai buoni amici. (accusativo plurale)

⚠️ Attenzione: l'accusativo non si usa mai dopo il verbo esti (essere): Vi estas bona amiko (senza -n).

Gli altri casi si esprimono con le preposizioni, come in italiano:

  • La libroj de mia frato. – I libri di mio fratello.
  • Mi iras al la teatro. – Vado al teatro.
  • Mi iras kun vi. – Vado con te.

Coniugazione

Infinito: -i

  • labori – lavorare

Presente: -as

  • mi laboras – io lavoro
  • vi laboras – tu lavori, voi lavorate
  • li/ŝi laboras – egli/ella lavora
  • ni laboras – noi lavoriamo
  • ili laboras – essi lavorano

Passato: -is

Il verbo "avere" non è ausiliare in esperanto: per "io ho mangiato" si dice semplicemente mi manĝis.

  • mi laboris – io ho lavorato
  • vi laboris – tu hai lavorato, voi avete lavorato
  • li/ŝi laboris – egli/ella ha lavorato
  • ni laboris – noi abbiamo lavorato
  • ili laboris – essi hanno lavorato

Futuro: -os

  • mi laboros – io lavorerò
  • vi laboros – tu lavorerai, voi lavorerete
  • li/ŝi laboros – egli/ella lavorerà
  • ni laboros – noi lavoreremo
  • ili laboros – essi lavoreranno

💡 Suggerimento: memorizza le vocali dei tempi nell'ordine i – a – o: passato (-is), presente (-as), futuro (-os).

Congiunzione ke

ke significa "che"; di norma è preceduta da una virgola:

  • Vi vidas, ke mi manĝas. – Vedi che mangio.
  • Li diras, ke li iros. – Dice che andrà.

Prefisso mal-

trasforma il significato della parola nel suo esatto contrario:

  • bona – buono → malbona – cattivo
  • granda – grande → malgranda – piccolo
  • bela – bello → malbela – brutto

💡 Suggerimento: mal- rovescia il senso — un solo prefisso al posto di decine di contrari da imparare.

Prefisso ge-

indica due o più persone di ambo i sessi:

  • gefratoj – fratelli e sorelle
  • gepatroj – genitori
  • geamikoj – amici e amiche

Alcune parole di cortesia

  • bonvolu – prego, per favore
  • dankon – grazie
  • nedankinde – prego
  • saluton – ciao, salve

Ordine delle parole

La struttura base della frase è Soggetto-Verbo-Oggetto, come in italiano. Ma, poiché la -n dell'accusativo chiarisce quale sia l'oggetto e quale il soggetto, l'ordine può essere variato liberamente, per estetica o enfasi:

  • Mi legas libron. – Sto leggendo un libro.
  • Libron mi legas. – (Un libro è quello che sto leggendo.)

💡 Suggerimento: come in italiano le desinenze portano il significato, qui è la -n (e non la posizione) a dire chi compie e chi subisce l'azione.

Kio, Kion

Kio significa "che cosa", come soggetto:

  • Kio estas tio? – Che cos'è quello?
  • Kio estas sur la tablo? – Che cosa c'è sul tavolo?

Quando "che cosa" è l'oggetto diretto, si usa Kion:

  • Kion vi faras? – Che cosa fai?
  • Kion ŝi diris? – Che cosa ha detto?